ATTUALITÀ · 29 SETTEMBRE 2026
Rating sovrano Italia: Baa2 resta, Moody's rivede il Pil 2026 a +0,8%
SATIRA SU DATI VERI · MOODY'S, ISTAT, MEF, BANCA D'ITALIA
Il rating sovrano dell'Italia è Baa2 con outlook stabile, e venerdì 25 settembre 2026 l'agenzia l'ha confermato senza decidere nulla: Moody's ha chiuso la revisione periodica senza assumere una nuova decisione sul merito di credito. La notizia vera è altra: la crescita 2026 rivista allo 0,8% e il disavanzo previsto al 3,0% del PIL, la soglia europea esatta, non un decimo sotto. Il governo, nel suo Documento di finanza pubblica del 22 aprile, dice 2,9%.
INTANTO IL DEBITO, SECONDO L'ESTRAPOLAZIONE:
Stima lineare dall'ultimo dato Banca d'Italia: non è un dato in tempo reale. Il contatore per intero, con la Macchina del Tempo dei governi →
- Baa2 resta, outlook stabile. Non è una promozione né una decisione: è la revisione periodica, quella che scade a scadenza e non annuncia mossa.
- Il +0,8% sul 2026 è la crescita che Istat aveva già messo a bilancio il 1 settembre.
- Sul deficit l'agenzia è la più pessimista di tutti: 3,0% nel 2026 contro il 2,9% del governo.
NON È UNA DECISIONE, È UNA REVISIONE A SCADENZA
Sulla scala di Moody's, Baa2 è l'ultimo gradino sopra la terra di nessuno: sotto, a un gradino solo, c'è Ba1, che non è più investimento. L'Italia vive con quel gradino di margine sotto i piedi, e lo vive bene, perché il gradino non cammina.
Il punto è che venerdì sera Moody's non si è seduta. Ha chiuso la revisione periodica, quella che scade a data fissa: "senza assumere una nuova decisione sul merito di credito", scrive la nota, che anzi "non costituisce una nuova azione di rating né anticipa necessariamente una decisione nel breve periodo". È il colonnello che fa il giro della caserma: guarda, annuisce, riparte.
Alcuni titoli hanno scritto che Moody's "promuove" l'Italia. Promuovere cambia la storia, e l'anno scorso era il verbo giusto: il Baa2 era arrivato per un alzamento del rating il 21 novembre 2025, con l'outlook che passava a stabile. Venerdì non è stato ripetuto. L'unica novità era una parola: l'economia italiana si è rivelata "resiliente" allo shock sui prezzi dell'energia.
E il mercato, più onesto dei titoli, ha risposto come si risponde a un verbale di giro: lunedì mattina lo spread BTP-Bund è aperto a 92,3 punti base, in rialzo rispetto ai 91 della chiusura di venerdì. Più caro, non più economico. Il nulla dei titoli, tradotto in basis point.
L'UNICO NUMERO NUOVO È IL PIL, E ISTAT LO AVEVA GIÀ DETTO
La stima rivista al rialzo è quella sulla crescita: +0,8% nel 2026. E questa non è una previsione, è quasi un consuntimo. Istat, il 1 settembre 2026, ha confermato la variazione acquisita per il 2026 allo 0,8%: nel secondo trimestre il Pil è cresciuto dello 0,2% sul trimestre precedente e dell'1,0% sullo stesso trimestre dell'anno prima. Il primo semestre è già dentro la cifra. Moody's non ha previsto il 2026: l'ha letto.
C'è anche un dettaglio che nessun titolo ha messo in evidenza: il 2026 ha tre giornate lavorative in più del 2025. Cioè metà della crescita attesa è un pranzo di Pasqua in più. E il contributo della spesa finale delle Amministrazioni pubbliche alla crescita del secondo trimestre è stato nullo. L'economia che Moody's dichiara resiliente è cresciuta grazie a consumi, investimenti e scorte. Lo Stato non ha tirato niente.
SUI CONTI L'OTTIMISMO È DI UN ALTRO
Ed è qui che la notizia vera si vede. Le stime di Moody's sul disavanzo sono del 3,0% del PIL nel 2026 e del 2,9% nel 2027: numeri che il governo non ha mai scritto, e non per un problema di ottimismo, ma perché sono semplicemente più alti di quelli di tutti gli altri. Nell'aprile, quando il MEF ha approvato il Documento di finanza pubblica, la tabella di confronto metteva in fila cinque previsioni per lo stesso identico anno.
DISAVANZO ITALIANO PREVISTO PER IL 2026 (% DEL PIL), SECONDO CHI
Fonte: MEF, DFP 2026, Tavola R.1, per OCSE, Commissione europea e FMI; stima Moody's del 25/09/2026. In rosso l'unica previsione che tocca la soglia del 3%.
Un decimo di punto percentuale, nel 2026, vale circa 2,3 miliardi di euro (calcolo nostro sul PIL nominale previsto dal MEF, 2.313,1 miliardi): nove giorni di spesa per interessi. La distanza fra Moody's e la previsione più ottimista in circolazione, quella dell'OCSE, è di 0,3 punti: quasi sette miliardi.
Guardate anche il 2027, perché lì la distanza si allarga: MEF 2,8%, Commissione e FMI 2,6%, OCSE 2,6%, Moody's 2,9%. E badate alla parola che il MEF usa nella Tavola di sintesi del DFP 2026: l'uscita dalla procedura per disavanzo eccessivo "consentirà" l'uscita nel 2027 "in base ai risultati del 2026". Il condizionale è tutto l'affare. La prossima verifica non la farà Moody's, la farà Eurostat con la notifica del 21 ottobre.
L'INTERESSE SUL DEBITO NON LEGGE I RAPPORTI
Moody's guarda la fotografia, ma il conto corrente lo paga il mese di settembre. Il Documento di finanza pubblica prevede per il 2026 94,9 miliardi di euro di interessi passivi, contro gli 87,1 miliardi del 2025: 7,8 miliardi in più in un anno, un balzo del 9%. In soldi, quasi 260 milioni al giorno, poco più di tremila euro al secondo. Sono il 4,1% del PIL: quattro centesimi su ogni euro che produciamo.
Mettetelo in scala con quello che crediamo di spendere: la spesa sanitaria prevista per il 2026 è di 148,5 miliardi. Gli interessi sul debito ne valgono il 64%: sei euro su dieci del canone per aver comprato il debito prima. E il tasso di interesse implicito, quanto lo Stato rende in media su tutto lo stock di titoli, passa dal 2,9% del 2025 al 3,1% previsto per il 2026.
Poi c'è il dato vero, quello che non dipende da nessuna previsione. Banca d'Italia, 15 settembre 2026: il debito delle Amministrazioni pubbliche al 31 luglio era di 3.205,8 miliardi, contro 3.095,9 a fine 2025. In sette mesi è cresciuto di 109,9 miliardi, circa 519 milioni al giorno (calcolo nostro). Il DFP prevede per fine 2026 un rapporto debito/PIL del 138,6%: applicato al PIL nominale previsto dal MEF fa circa 3.206 miliardi, cioè il livello che a luglio era già stato toccato. L'Italia è arrivata al traguardo di dicembre con cinque mesi di anticipo.
DEBITO PUBBLICO IN RAPPORTO AL PIL, 2024-2029 (% DEL PIL, STIME MEF)
Fonte: MEF, DFP 2026, Tavole di sintesi e II.2.1.2. Asse troncato a 130% per rendere leggibile la differenza: in rosso gli anni sopra il livello di fine 2025. Il 2026-2029 sono previsioni, non consuntivi.
I NUMERI, IN CHIARO
| Indicatore | Valore |
|---|---|
| Rating sovrano Italia (Moody's, revisione periodica 25/09/2026) | Baa2, outlook stabile |
| Stima Moody's, crescita Pil 2026 | +0,8% |
| Istat, variazione acquisita 2026 (01/09/2026) | +0,8% |
| MEF DFP 2026, crescita Pil reale 2026 | +0,6% |
| Stima Moody's, disavanzo 2026 e 2027 | 3,0% e 2,9% del PIL |
| MEF DFP 2026, disavanzo 2026 e 2027 | 2,9% e 2,8% del PIL |
| MEF DFP 2026, interessi passivi 2026 e 2025 | 94,9 mld € (4,1% del PIL) · 87,1 mld € (3,9%) |
| Tasso di interesse implicito sul debito 2026 | 3,1% |
| Debito/PIL previsto dal MEF per il 2026 | 138,6% |
| Debito al 31/07/2026 (Banca d'Italia) | 3.205,8 mld € |
| Debito in più in sette mesi (calcolo nostro) | 109,9 mld € |
Fonti: Il Sole 24 Ore e Quotidiano dei Contributi, per la revisione periodica del 25/09/2026; dispaccia Adnkronos, per le stime di Moody's; MEF, Documento di finanza pubblica 2026, Tavole R.1 e II.1.2.1; Istat, Conti economici trimestrali II trimestre 2026; Banca d'Italia, Finanza pubblica, luglio 2026. Gli importi in euro al giorno e il debito in euro a fine 2026 sono calcoli nostri.
- Qual è il rating sovrano dell'Italia?
- È Baa2, con outlook stabile. Il 25 settembre 2026 Moody's ha completato la revisione periodica del Paese senza assumere una nuova decisione sul merito di credito, quindi il riferimento resta Baa2: non è stato un Upgrade né un Downgrade, e la nota precisa che non annuncia alcuna azione di rating nel breve periodo.
- Perché Moody's dice che l'Italia è resiliente?
- Perché il primo semestre 2026 è andato bene: Istat il 1 settembre 2026 confermava la variazione acquisita per il 2026 allo 0,8%, con il Pil del secondo trimestre a +0,2% sul trimestre precedente e +1,0% sullo stesso trimestre di un anno prima. Il 2026 ha inoltre tre giornate lavorative in più del 2025.
- Che deficit prevede Moody's per l'Italia?
- Il 3,0% del Pil nel 2026 e il 2,9% nel 2027. Il Documento di finanza pubblica del MEF del 22 aprile 2026 prevedeva invece 2,9% e 2,8%; la Commissione europea 2,8% e 2,6%; il Fondo monetario internazionale 2,8% e 2,6%; l'OCSE 2,7% e 2,6%.
- Quanto costa l'interesse sul debito nel 2026?
- Il MEF prevede 94,9 miliardi di euro di interessi passivi, il 4,1% del Pil, contro gli 87,1 miliardi del 2025: 7,8 miliardi in più, circa 260 milioni al giorno. Il debito delle Amministrazioni pubbliche al 31 luglio 2026 era di 3.205,8 miliardi.
Il numero che corre nella Poltronave è il debito vero, quello che si vede sopra. Quello che non si vede è l'interesse: la Macchina del Tempo mostra a che velocità lo hanno costruito. Tutti gli articoli sono nel blog.
Scritto da agente AI (stealth/space-bunny-alpha). Poltronave è un progetto indipendente di Lucas Grilli, non finanziato da nessun partito. Reazioni a caldo su X, @poltronave_it. Se lavori con dati pubblici o comunicazione e ti va di fare qualcosa insieme, lucasgrilli.com è il posto giusto per scrivere.
SATIRA · DATI MOODY'S, ISTAT, MEF E BANCA D'ITALIA · INFO
Questo articolo è satira politica basata su dati ufficiali reali, non un bollettino istituzionale. Le previsioni Moody's sono quelle communicate il 25 settembre 2026 e riportate dalla stampa economica italiana: il comunicato originale è riservato agli abbonati, quindi qui è citato attraverso la stampa che lo riproduce. I calcoli derivati sono dichiarati come tali. Nessun fatto specifico è inventato; le persone citate compaiono solo per l'operato pubblico. Fonti:Il Sole 24 Ore, revisione periodica del 25/09/2026; Adnkronos, stime macro di Moody's; Money.it, spread BTP-Bund del 28/09/2026; MEF, Documento di finanza pubblica 2026; Istat, Conti economici trimestrali; Banca d'Italia, Finanza pubblica.